Assicurazioni sui mutui proposti dalle banche in conflitto di interesse

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Un mutuo per la casa "assicurato", ovverosia con coperture accessorie ed opzionali rispetto alla copertura obbligatoria contro il rischio di incendio e/o scoppio dell'immobile. E' questa la formula completa legata alla stipula di un finanziamento ipotecario, magari per la prima casa ad uso residenziale. Ma i costi di queste polizze accessorie sui mutui non solo sono costose, ma spesso vengono proposte dalle banche in pieno conflitto di interesse. 
Se il mutuo infatti lo eroga l'istituto di credito, quasi sempre l'assicurazione viene emessa da una compagnia di assicurazione che la banca controlla spesso con la maggioranza del capitale sociale, ed altrettanto spesso in maniera totalitaria.
Questo ha comportato costi eccessivi dei premi pagati per queste polizze, al punto che nelle scorse settimane in merito è intervenuto anche l'Isvap, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, sottolineando come spesso le provvigioni intascate dalle banche sulle assicurazioni sui mutui siano troppo elevate.
La cosa importante da sapere, per la famiglia che stipula un mutuo, è quella per cui, oltre alla non obbligatorietà, c'è anche la possibilità di poter sottoscrivere in ogni caso la polizza con una compagnia assicurativa esterna, ovverosia che non ha alcun legame con la banca che eroga il credito ipotecario.


AD Agenzia Debiti e' oggi la piu' grande Debt Agency in Italia

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Mutui, a picco le richieste: -14% nei primi 10 mesi dell'anno, -33% solo in ottobre

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(Finanza.com) La domanda dei mutui ipotecari nei primi dieci mesi dell'anno da parte delle famiglie italiane prosegue inesorabile il percorso di contrazione rispetto ai corrispondenti mesi del 2010 e a ottobre registra un pesantissimo -33% (dato ponderato sui giorni lavorativi), che conferma l'andamento di un semestre in cui la decrescita è risultata sistematicamente in doppia cifra. Questo, in sintesi, è il preoccupante quadro che emerge dall'analisi dei dati sull'andamento complessivo della domanda di mutui e delle variazioni percentuali rilevate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie.
Nel periodo considerato il decremento complessivo è stato del -14% rispetto all'analogo periodo del 2010 ma anche il confronto con gli anni precedenti denota una rilevante contrazione del numero di richieste di finanziamento avanzato dalle famiglie italiane per l'acquisto di un immobile. Tale situazione è da imputare alle aspettative negative delle famiglie italiane, che rinunciano a chiedere un mutuo dal momento che è sempre meno probabile ottenerlo, data la scarsa disponibilità di impieghi disponibili presso gli intermediari finanziari. In particolare inoltre sembra pesare la persistente sofferenza del mercato del lavoro (con un tasso di disoccupazione particolarmente alto, superiore all'8% e con punte vicino al 30% nel segmento dei giovani) affiancata da una debole dinamica dei redditi, condizione fondamentale per ristabilire il difficile equilibrio del bilancio familiare delle famiglie, la cui evoluzione fa ritenere che anche nei prossimi anni non ci saranno le condizioni per un ritorno del mercato del credito ai livelli pre-crisi.
Analizzando la distribuzione per fasce di durata, si mantiene la crescita della quota di domanda di mutui nelle classi tra i 20 e i 30 anni, che nei primi 10 mesi del 2011 rappresentano quasi il 51% della domanda complessiva. Ad ogni modo, è ancora la classe di durata compresa tra i 25 e i 30 anni ad essere quella maggiormente preferita dalle famiglie italiane (31% del totale) oltre ad essere in crescita (+1,8%) rispetto al 2010.
Per altro l'importo medio calcolato sulla totalità dei primi dieci mesi dell'anno in corso continua ad essere inferiore rispetto al pari periodo 2010, rispettivamente 136.976 ? contro i 139.216 euro.
Analizzando, infine, la domanda in base all'età dei soggetti richiedenti mutui ipotecari, la classe compresa tra i 35 e i 44 anni continua ad essere la più numerosa, con una quota pari al 35% del totale.